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Cosa vedere nei dintorni: Crespino  

I lavori di esplorazione archeologica condotti dal 1995 presso la frazione di S. Cassiano dall'Istituto di Discipline Storico - Artistiche dell'Università di Ferrara e dal Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università di Pavia, hanno portato alla scoperta di un insediamento certamente riferibile a quel contesto "coloniale" etrusco che sembra ormai di poter nitidamente riconoscere nell'entroterra adriese durante il V secolo a.c.
Particolare importanza acquista inoltre per il territorio di Crespino La Scoperta, in località Zambona, nel 1963, di resti di tomba etrusca che risale al V secolo a.C.

 Il Comune venne nominato per la prima volta in una bolla di Papa Giovanni X a Paolo Vescovo di Adria nell'anno 920. La storia di Crespino si collega alla forte presenza ravennate nel Polesine e alle abbazie medievali di Gavello e S. Pietro in Maone che possedevano beni e diritti ai limiti dell'attuale territorio comunale. Sotto la giurisdizione ecclesiastica di Ravenna, la parrocchia di Crespino, assieme a quella di S. Apollinare rimarrà sino al 1818. Proprio nella seconda metà del Settecento venne realizzata l'ampia chiesa dedicata ai Santi Martino e Severo che costituisce uno degli edifici sacri più armoniosi ed artisticamente validi del Polesine.

Chi si reca a Crespino per ammirare opere d'arte e di architettura potrà fermarsi anzitutto nella parrocchiale ed ammirare, tra l'altro, la stupenda pala del Garofolo raffigurante la Madonna in trono col Bambino ed i Santi Francesco e Maria Maddalena, la Crocifissione di Gaetano Gandolfi (sec. XVII), La Madonna del Rosario attribuita a Ippolito Scarsella, detto lo Scarsellino.


Tra le costruzioni civili e private merita un cenno la villa dei principi Pio Falcò con l'elegante corpo centrale a logge sovrapposte, villa Marzolla realizzata tra fine Settecento e primo Ottocento, villa Santi - Savonarola, ora Tisi costruita nel secolo XVIII.

 


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