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Cosa
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NOTIZIE STORICHE
Este è considerata la città madre della civiltà degli antichi Veneti, grazie alle scoperte archeologiche che vi si susseguono dalla seconda metà dell'ottocento a tutt'oggi.
La città era bagnata anticamente dall'Adige che la collegava a nord con la zona retico-alpina e le culture centro-europee, a sud est con la costa adriatica dove l'emporio d'Adria attirava mercanti greci ed etruschi; il comprensorio atestino confinava a sud con quello di Bologna, l'antica Felsina, centro etrusco di primo piano con cui intratteneva rapporti commerciali e culturali. La sua fortuna era dovuta quindi ad una posizione privilegiata, al centro di una fitta rete di collegamenti.
Este, durante il I millennio a.C. maturò caratteristiche urbane, sia per la presenza di un artigianato specializzato in grado di produrre raffinati manufatti in osso, corno, ceramica, bronzo, ferro, sia per l'estensione e l'organizzazione urbanistica tra zone residenziali, artigianali e cimiteriali. Le sue necropoli erano disposte lungo due fasce principali a costeggiare l'abitato a nord e a sud, separate da esso dai due rami dell'Adige. Un vero e proprio sistema di santuari suburbani la cingeva all'esterno, formando una corona perimetrale a guardia della città, dotata di una rete stradale di cui s'intuiscono alcuni assi ortogonali.
Nel corso del II sec.a.C. prese l'avvio il graduale processo di romanizzazione di Este e del suo territorio: Ateste è il nome latino della città, dove fu dedotta una colonia di veterani dopo la battaglia di Azio e non poche sono le testimonianze architettoniche ed epigrafiche che ne documentano la consistenza, soprattutto fino al lI-IlI sec. d.C.; successivamente le fonti archeologiche, ma anche quelle scritte tacciono per lunghi "secoli bui", fino al IX-X secolo. E' solo dopo il Mille che rinascono da un lato il castrum, complesso fortificato arrampicato sulle pendici dei colli Euganei, dall'altro il villaggio disteso nella pianura aperta.
IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI ESTE
II Museo Nazionale Atestino fu inaugurato nel 1902 nel prestigioso palazzo che i Mocenigo veneziani avevano costruito in Este alla fine del Cinquecento inglobando nella facciata un tratto del bastione trecentesco del castello dei Carraresi. Ma l'istituzione museale era nata fin dal 1834 come Museo Civico Lapidario, nella sede dell'oratorio di S.Maria dei Battuti, dove erano stati raccolte le lapidi romane delle collezioni Alessi e Contarini. Completamente ristrutturato, il Museo è stato riaperto al pubblico nel 1984 ed espone oggi migliaia di contesti archeologici, tra i più rappresentativi della cultura dei Veneti che abitarono la regione durante il I millennio a.C.
La visita si sviluppa attraverso 11 sale, iniziando dal piano nobile: nella I sala sono raccolte le testimonianze della più antica presenza dell'uomo nel territorio di Este e dei colli Euganei dal Paleolitico alla fine dell'età del Bronzo. La II sala è dedicata agli aspetti abitativi di Este e dei centri satelliti da essa controllati nel territorio circostante durante l'età del Ferro e quindi alle forme di vita quotidiana e all'economia delle comunità insediate in questo tratto di pianura solcato dall'Adige: accanto agli esempi di vasellame domestico da cucina, da tavola e da dispensa, un piano di lavoro di argilla concotta e pregevoli alari con terminazioni a testa di animale sono direttamente legati all'aspetto della casa e del suo arredo interno. La III sala è dedicata ai culti funerarii: percorso espositivo comprende una selezione di corredi tombali a cremazione, ordinati cronologicamente dal X al II! sec. a.C. e guida il visitatore da un lato, ad osservare l'evoluzione tecnologica e tipologica della cultura meteriale, dall'altro a ricostruire le principali trasformazioni sociali ed economiche della comunità atestina: dell'emergere nelIVIII secolo di personaggi di rango principesco, alla formazione nel corso del VII della classe aristocratica, all'affermazione e al consolidamento, tra VI e V secolo, dei ceti benestanti, come quello mercantile. Spiccano alcuni corredi per la ricchezza dei singoli ossuari o degli oggetti di ornamento, spesso veri e propri gioielli, ma in tutti è importante la composizione complessiva che permette di intuire il sesso, la classe di età, il rango/ruolo sociale del defunto.Tra le tombe più antiche, famoso il complesso della Pelà 2, con il vaso a forma di uccello acquatico (IX sec. a.C.) e vasetti miniaturistici che indicano la sepoltura di una bambina. AIIVIII secolo risale la ricca tomba Ricovero 236: le sue caratteristiche evocano indubbiamente celebrazioni "eroiche" di ascendenza omerica che vanno affermandosi in questo periodo presso i Veneti. Tra le sepolture di VII sec.a.C. la Benvenuti 278, pertinente ad una coppia, evidenzia, con gli elementi di bardatura equina, il rango di cavaliere del defunto di sesso maschile, la tomba Rebato 187, con l'esuberanza degli ornamenti e accessori di abbigliamento in bronzo, osso, ambra, pasta vitrea lascia immaginare il fasto degli abiti da cerimonia delle donne, a cui doveva essere affidato il compito di rappresentare il livello socioeconomico della famiglia. Alcune sepolture in cassetta di lastre, a semplice fossa e ad inumazione esemplificano le diverse tipologie deposizionali. Il pezzo più celebre del museo è indubbiamente rappresentato dalla situla di bronzo della Benvenuti 126, decorata a sbalzo e ad incisione con scene figurate (fine VII sec.a.C.). Nei corredi del VI e del V sec.a.C., accanto ad una evidente "standardizzazione" della produzione di ceramica fine, rappresentata da vasellame decorato a fasce rosse e nere e a "stralucido", si rileva la rappresentazione simbolica del banchetto funebre, con servizi composti da utensili di bronzo o ferro, legati alla preparazione di cibi e bevande. In questo periodo si affermano più consistentemente le importazioni dall'Etruria, dall'Italia Meridionale e dalla Grecia e, specie a partire dal V secolo, gli influssi della cultura celtica d'oltralpe.
Nella IV sala sono esposti gli ex-voto, bronzetti e lamine soprattutto, provenienti dai santuari suburbani di Este in località Caldevigo, Morlungo e Baratella; da quest'ultimo provengono gli alfabetari e stili scrittori di bronzo che documentano l'insegnamento della scrittura da parte di sacerdotesse consacrate alla divinità femminile Reitia, venerata in tutta la regione
Nella V sala sono esposti recenti rinvenimenti del Veneto, raggruppati secondo alcuni temi : il passaggio dall'età del Bronzo all'età del Ferro, gli abitati d'altura prealpini al confine con i Reti, la pianura veronese tra Veneti e Celti, Padova preromana. La visita prosegue al pianoterra con la VI sala, dedicata alla romanizzazione di Este e dell'agro; al centro troneggia la tomba di Nerka (III sec.a.C.), con il prezioso corredo ricostruito all'interno della monumentale cassa a doppio spiovente. Nella VII sala la documentazione del tempio dei Dioscuri e i reperti che illustrano l'aspetto pubblico di Ateste romana. Le sue necropoli sono rappresentate da alcuni notevoli corredi e da un ricco repertorio di monumenti funerari, allestiti nelI'VIII sala, mentre alle arti e mestieri, quindi all'aspetto quotidiano, è dedicata la IX; ella X sala esemplificano la vita privata le testimonianze della domus scoperta presso villa Albrizzi, tra cui un importante frammento di soffitto affrescato. La visita si conclude nella XI sala, dove trovano posto, accanto a riferimenti monumentali medievali e rinascimentali, una famosa madonna con bambino su tavola di Cima da Conegliano (1504) e un'ampia selezione delle ceramiche prodotte o commerciate in Este tra il XIII e il XIX secolo.
II Museo è aperto al pubblico tutti i giorni, dalle ore 9 alle ore 20 (esclusi Capodanno, 1 maggio, Natale). Il costo del biglietto d'ingresso è di Lire 4.000, ridotto Lire 2.000, gratuito per i cittadini UÈ minori di 18 anni e maggiori di 65 anni. L'ampio apparato di didascalie e pannelli esplicativi è stato recentemente arricchito dalle schede illustrate (in quattro lingue), disponibili in ciascuna delle undici sale.
Esistono ben tre tipi di guide a stampa, a diversi livelli d'approfondimento, di cui una dedicata ai ragazzi; chi volesse conoscere la realtà archeologica della città di Este può sperimentare l'itinerario archeologico, anche con l'ausilio dell'audioguida.
Gli insegnanti e le scolaresche possono approfondire le conoscenze attraverso appositi percorsi e i laboratori interattivi dell'aula didattica; durante le vacanze i centri estivi di Archeobaleno offrono un sano e culturale divertimento. Per i non vedenti e gli ipovedenti è disponibile un percorso di visita ad hoc, con la possibilità di toccare con mano i reperti.
Museo Atestino
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La visita a questo museo permette di ripercorrere in modo preciso la vita dell'agro Atestino e dei colli Euganei dalla preistoria all'età romana. Oltre agli strumenti litici, principalmente pertinenti alle culture paleolitiche e neolitiche, sono molto numerosi i frammenti di ceramica esposti, riconducibili alle culture neolitiche di Fiorano, della Lagozza e dei Vasi a Bocca Quadrata. L'età del bronzo è ampiamente documentata da una serie di manufatti ceramici, litici ed in osso di corno. |
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Una sala è dedicata ai
documenti di passaggio alla romanizzazione: iscrizioni su ossari e su
monumenti funerari e materiali provenienti dalle diverse campagne di
scavi. |
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Museo Archeologico |
MUSEO NAZIONALE ATESTINO, via G.Negri 4, 35042 Este (Padova) tel. 0429-2085 fax 0429610168
e-mail: atestino.archeopd@arti.beniculturali.it