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Cosa vedere nei dintorni: Ferrara  


Adagiata nel mezzo della pianura Padana, Ferrara si presenta al visitatore con l'atmosfera intatta del suo passato, armoniosamente sposata con quella del suo vivace presente, circondata dalle mura, chilometri di rosso mattone e di viali alberati immersi nel verde e nel silenzio.
Città d'acqua, disegnata nei secoli dal Po, Ferrara resta intimamente legata al suo fiume: nel disegno delle tortuose viuzze medievali, straordinariamente intatte, come nel moderno porto turistico di San Paolo oppure nel reticolo di canali che la circondano fino al Mare Adriatico, dove si estende il Parco del Delta.

Il centro della città, luogo privilegiato di incontri, animazione e spettacolo, è dominato dalle moli imponenti degli edifici del potere: il Castello Estense, antica fortezza trecentesca poi residenza dei Duchi d'Este nel Cinquecento, e la splendida Cattedrale, armoniosa fusione degli stili gotico e romanico. Dal Castello partono poi le ampie strade dell'Addizione Erculea, di quell'ampliamento voluto dal duca Ercole che fece di Ferrara "la prima città moderna d'Europa" nel Rinascimento e che le è valso il riconoscimento, insieme al suo Delta del Po, dall'UNESCO di Patrimonio dell'Umanità.


Tra i magnifici edifici di quel periodo spicca con il suo bugnato in marmo il Palazzo dei Diamanti, dove oggi hanno sede la Pinacoteca Nazionale e la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, distintasi negli ultimi anni per aver ospitato mostre di richiamo internazionale. Le memorie del glorioso passato di Ferrara si possono cogliere nelle dimore estensi, come a Palazzo Schifanoia, antica residenza di delizie che ospita uno dei cicli pittorici più celebri del Quattrocento, oppure nella graziosa Palazzina cinquecentesca di Marfisa d'Este; e ancora a Casa Romei, a Palazzo Bonacossi o a Palazzo Costabili detto di Ludovico il Moro, sede del Museo Archeologico Nazionale. La caratteristica di capitale del Rinascimento è testimoniata anche dalle numerose opere di grandi artisti del passato disseminate nelle sue splendide chiese, tra le quali, prima cattedrale di Ferrara, San Paolo, Santa Maria in Vado, San Francesco, per citarne solo alcune. Un'atmosfera speciale è offerta dai chiostri silenziosi dei monasteri, come il Corpus Domini, dove riposa la salma di Lucrezia Borgia, e Sant'Antonio in Polesine, oppure dalla Certosa Monumentale che si congiunge all'oasi verde delle antiche Mura che abbracciano la città per oltre nove chilometri di lunghezza e costituiscono uno dei sistemi difensivi più imponenti ancora esistenti.

L'importante presenza degli ebrei a Ferrara nel periodo estense è testimoniata oggi dalle Sinagoghe e dal Museo
Ebraico e dal fascino intatto delle viuzze dell'antico ghetto. Non solo l'arte del passato ma anche quella contemporanea hanno lasciato a Ferrara una ricca eredità: il Museo Boldini e il Museo "Filippo de Pisis", ad esempio, conservano ampie collezione dei due celebri artisti insieme a numerose opere di altri contemporanei. Il ritmo della vita ferrarese sembra dettato dal passaggio silenzioso di centinaia di biciclette, mezzo ideale degli abitanti che contribuisce, insieme alle numerose aree verdi, parchi e giardini storici, a fare di Ferrara una città ideale per piacevoli passeggiate ed escursioni. Ad esempio, all'interno del vasto Parco Urbano, un insieme di piante, spazi aperti, specchi d'acqua e sentieri che si estendono a nord della cinta muraria, ricongiungendo Ferrara al suo fiume.

Il Centro della Città

Dal Basso Medioevo ad oggi, la zona attorno alla Cattedrale è sempre stata il fulcro della vita cittadina.
Tutti gli edifici del potere religioso e civile sono sorti in quest'area, dove ancora si trovano, accanto al Duomo, i simboli dei periodo comunale, i palazzi degli Estensi e quelli voluti dal governo pontificio. Il complesso sistema di piazze, da sempre centro della vita commerciale cittadina, ospita ancora moltissimi negozi ed è sede di mercati periodici di vario tipo, da quello generale a quello dell'antiquariato, a quello dell'artigianato. I numerosi caffè, l'ampia zona a traffico limitato, ne fanno uno dei punti preferiti da ferraresi e visitatori. Per il turista, vi è qui una delle più alte concentrazioni di monumenti e musei.

Storia

Nel 1385 il popolo ferrarese versava in condizioni spaventose, causate dalle numerose inondazioni del Po e dalle carestie. La pressione fiscale diventava sempre più pesante.
Il 3 maggio di quell'anno l'odio popolare scoppiò in una rivolta che fu sedata con la consegna di Tommaso da Tortona, consigliere finanziario dei Signori, alla folla che lo fece a pezzi e portò in trionfo i resti del suo corpo
Il Marchese Nicolò II, resosi conto della sua vulnerabilità in caso di sommosse, decise di costruire una fortezza a fianco della residenza signorile, per dissuadere il popolo da nuove violenze.
La fortezza, chiamata "castello di San Michele" era munita di prigioni, di ponti levatoi, di beccatelli e merli che ornavano sia le torri sia gli altri corpi di fabbrica, ed era cinta da un fossato, tuttora esistente.
L'opera fu realizzata da Bartolino Ploti da Novara, esperto di architettura militare, già attivo in altre città del Nord Italia.
Nella seconda metà del '400, i Duchi cominciarono gradualmente ad abitarvi, trasferendosi dal vicino Palazzo Ducale che, dopo il 1476, venne unito al Castello da un'ala in muratura, l'attuale Via Coperta mentre all'interno vennero costruiti alcuni appartamenti signorili. Fu il Duca Borso che per primo prese a risiedere sempre più spesso in Castello, in particolare in alcune stanze della Torre Marchesana.
La fortezza perse così la sua originaria funzione difensiva, mentre la costruzione dei nuovi quartieri a nord delle vecchie mura posero la costruzione al centro della città.
Con il duca Ercole II, a seguito dell'incendio del 1554, il castello venne radicalmente trasformato per diventare il nuovo palazzo di corte. I lavori furono condotti principalmente dall'architetto Girolamo da Carpi, il quale costruì gli appartamenti interni, rimpicciolendo il cortile, sostituì le antiche merlature con eleganti balaustre in marmo più consone alla nuova funzione di rappresentanza dell'edificio e costruì infine il piano superiore, prima inesistente, coprendolo col tetto spiovente e decorandolo con il cornicione in cotto tipico delle case ferraresi. Il ponte levatoio di est e il relativo rivellino, furono sacrificati per far spazio alle cucine e al soprastante giardino pensile. Tra gli interventi, vanno ricordati inoltre la realizzazione dello scalone elicoidale che dal cortile porta al Salone degli Stemmi e infine le magnifiche decorazioni pittoriche eseguite nei saloni interni ad opera dei Filippi, una famiglia di pittori attivi a Ferrara nel secondo '500. Sotto il ducato di Alfonso II, l'architetto Alberto Schiatti, dovette apportare ulteriori modifiche alla struttura del Castello in seguito ai danneggiamenti subiti con il terremoto del 1570.
A partire dal 1598, quando Cesare d'Este abbandonò Ferrara per trasferirsi a Modena, i Legati Pontifici si insediarono in Castello. Da questo momento, tranne che per un periodo di circa 10 anni, quando fu abitato da Massimiliano d'Austria, rimase in mano allo Stato della Chiesa fino al 1859, e solo nel 1874, dopo l'Unità d'Italia, venne acquistato all'Amministrazione Provinciale che tuttora ne è proprietaria.

Largo Castello, 1
telefono: 0532 299233
telefax: 0532 299279
 
Orario: 9.30-17.30. La biglietteria chiude mezz'ora prima.
Chiuso il lunedì 17 e 24 marzo 2003.

Ingresso:
€ 6,00 intero, € 5,00 ridotto gruppi min. 20 pax, minori da 11 a 18 anni, persone oltre i 65 anni. Gratuito bambini sotto i dieci anni; un accompagnatore per ogni disabile.
Salita alla Torre dei Leoni: €1.00 (dalle ore 10.00 alle 17.00)
N.B.: In occasione di eventi espositivi le tariffe potranno subire variazioni.
Visite guidate:
(min. 15 pax) € 3,00 adulti, € 2,50 studenti (fino 18 anni)

 

Cattedrale

CENNI STORICI
Costruito all'inizio del XII° secolo in sostituzione della vecchia cattedrale (ora Chiesa di San Giorgio) posta fuori delle mura. Nel corso dei secoli ha subito rimaneggiamenti e ampliamenti anche molto massicci come la costruzione della torre campanaria (1412-1598), della nuova abside (1498-1500), progettata da Biagio Rossetti; viene modificato il transetto, su disegno di Luca Danesi; nel 1712 iniziano i lavori di completo rifacimento dell'interno che verrà completamente affrescato nel secolo successivo.

FACCIATA
La facciata, molto particolare, è formata da tre parti cuspidate uguali, separate da contrafforti. La parte inferiore - fino alla prima loggia, incluso il portale scolpito - è in stile romanico. La seconda loggia e la zona sovrastante, sono in stile gotico e furono realizzate successivamente.

La lunetta del portale maggiore raffigura San Giorgio che uccide il drago. Al di sotto si svolgono scene del Nuovo Testamento. Sopra l'arcata in una loggia gotica riccamente traforata, si trova una statua della Madonna risalente al primo Quattrocento. Nel timpano triangolare sopra la loggia si trova scolpito un Giudizio Universale che costituisce un esempio unico in Italia. Sopra il portale minore destro è collocata una testa muliebre antico-romana tradizionalmente chiamata "Madonna Ferrara". Più a destra, dentro una nicchia, c'è la statua di Alberto V d'Este con scolpito a fianco il testo della bolla papale di Bonifacio IX che gli concedeva l'erezione dell'Università. Sul lato sinistro della facciata, un busto bronzeo di Clemente VIII, sovrasta la lapide che ricorda il passaggio di Ferrara sotto il dominio pontificio.

 

Museo della Cattedrale

Il Museo della Cattedrale riapre al pubblico nella nuova sede dell'ex-Chiesa di San Romano. Negli spazi della nuova sede è stata ricollocata l'intera collezione precedentemente esposta in Cattedrale, secondo una riorganizzazione curata dai Musei Civici di Arte Antica di Ferrara ai quali è stata affidata anche la direzione.

 

 

Palazzo dei Diamanti

Il Palazzo più importante dell'Addizione Erculea fu innalzato a partire dal 1493, per Sigismondo d'Este, fratello del duca, e posto all'angolo sud-ovest del Quadrivio degli Angeli. Edificato con la funzione di valorizzare il maggiore crocevia dell'Addizione, l'edificio presenta un'ubicazione che accentua la direttrice visiva verso la Piazza Ariostea. Infatti la sua posizione è stata studiata per indirizzare lo sguardo in direzione di quest'ultima, questo effetto è ancor più evidenziato dalla presenza del Palazzo Turchi-Di Bagno e del Palazzo Prosperi-Sacrati: masse imponenti che si oppongono al "vuoto" dell'angolo nord-est, sul quale insiste in posizione arretrata. Il motivo angolare del pilastro decorativo è presente in tutti e tre i palazzi: nel Palazzo dei Diamanti e in quello Prosperi-Sacrati è interrotto da un balconcino d'angolo, costituendo così un arresto visuale, mentre nel Palazzo Turchi-Di Bagno l'assenza del balcone è il segno di un invito a procedere.
L'edificio ospita al piano nobile la Pinacoteca Nazionale e, al piano terra la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, sede di prestigiose esposizioni.

 

 

 

Palazzo Schifanoia
Il nome del palazzo deriva dal "schivar la noia" e si riferisce alla funzione dell'edificio, luogo deputato all' "otium" per eccellenza, così come le altre "delizie" estensi (nome con cui si indicano i palazzi e le ville che la famiglia signorile, nel corso dei circa trecento anni in cui detenne il potere a Ferrara, fece edificare nel proprio territorio come luogo di svago e ricreazione).
Schifanoia, che sorge sull'attuale via Scandiana, vicino alla Basilica di Santa Maria in Vado, fu costruita in una zona ricca di verde presso l'antico corso del fiume Po. A fine '300, quando si dette inizio alla costruzione del palazzo, l'area era delimitata ad Est dal complesso conventuale di San Vito, e nei pressi si trovava anche la chiesa di Sant'Andrea, sorta attorno al Mille, particolarmente cara agli Estensi, della quale esistono ora solo le rovine a cielo aperto.
Edificio di primaria importanza per la storia dell'architettura e della pittura ferrarese del '400, ospita il Museo Civico, con annesso Lapidario nella vicina ex Chiesa di Santa Libera.

 

 

 

Museo Archeologico Nazionale


Inaugurato il 28 ottobre 1935, ospita i reperti provenienti dalle due necropoli di Spina città Etrusca - nel territorio di Comacchio - dove sono state scavate oltre 4000 tombe, portando alla luce il più ricco corredo esistente al mondo per la produzione di ceramica attica prodotta tra il 480 ed il 400 a.C.
All'inizio degli anni '90 lo stretto accordo tra le due Soprintendenze di competenza ed il Comune di Ferrara ha permesso la riapertura del cantiere, che con lunghi e complessi lavori ha rivisitato il palazzo dai sotterranei al tetto con interventi strutturali, impiantistici, funzionali e di riordinamento e restauro del materiale archeologico, che ha finalmente portato alla riapertura parziale del museo nell'aprile 1997.

 

 

Monastero di Sant'Antonio in Polesine

Situato nel cuore della città medievale, il monastero conserva intatti il senso di isolamento e la tranquillità dei primi anni della sua esistenza, quando si trovava su di un'isola in mezzo al Po. La sua fondatrice fu Beatrice, figlia del marchese Azzo VII d'Este, divenuta poi beata: la sua tomba si trova all'interno, dove è tuttora oggetto di venerazione. Il luogo fu fin da principio protetto dagli Estensi, che non lesinarono denaro per il suo abbellimento, in questo imitati da molte altre abbienti famiglie della città.Nel periodo del suo massimo splendore, la comunità benedettina si era talmente ingrandita da occupare numerosi edifici adiacenti. Ora le monache vivono nell'ala più antica ed interessante del complesso.

Sul cortiletto d'ingresso si affaccia la chiesetta, dalla semplice facciata preceduta da un nartece a tre arcate a tutto sesto. Davanti alla chiesa si trova un albero da fiore di origine orientale, comunemente chiamato "ciliegio giapponese" che ogni anno ad aprile si copre interamente di infiorescenze rosa.
Sotto il portico, due porte conducono rispettivamente alla chiesa pubblica e all'interno del monastero.

 

Certosa

Il monastero fu costruito fra il 1452 e il 1461 dal duca Borso, che con questo gesto voleva sottolineare la sua sempre ostentata religiosità.
Come tutti i complessi certosini, fu costruito in un luogo (allora) appartato ed ebbe grandi dimensioni, che si possono ancora, in parte, ammirare. Per ordine del duca Ercole I, successore di Borso, il luogo fu arricchito dalla costruzione della chiesa di San Cristoforo.
Allontanati i religiosi a seguito delle soppressioni del governo napoleonico, il monastero, all'inizio del XIX secolo, fu scelto come sede del nuovo cimitero cittadino e subì pesanti cambiamenti. L'architetto Ferdinando Canonici ideò un ampliamento monumentale del complesso e gli diede l'aspetto attuale.
Per quanto riguarda la decorazione, si prese a modello quella pre-esistente del Gran Claustro dei Certosini.Il visitatore è accolto oggi da due lunghi porticati in marmo e cotto, disposti in forma quasi semicircolare ai lati della chiesa, quasi ad abbracciare coloro che arrivano.
Da notare la prevalenza del cotto nella decorazione, un elemento la cui valenza cromatica è sottolineata particolarmente dalla luce radente del tardo pomeriggio.
A sinistra della chiesa si trova il cortile del Gran Claustro, un tempo circondato dalle celle dei monaci.
Come molti altri cimiteri monumentali d'Italia, la Certosa presenta un notevole interesse per la storia della scultura dell'800 e 900, oltre che per la sua suggestiva dislocazione.

 

 

 


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