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La
Bordeghina
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fattoria
non solo un letto e una prima colazione...
Via Marconi 1477 - 45010 Pontecchio Polesine - ROVIGO (Italy) - tel/fax 0039 0425 31263
Cosa vedere nei dintorni: Fratta Polesine (Rovigo)
Cenni
Storici
Chiunque abbia un po' di cultura congiunta ad una gentile sensibilità per le patrie memorie, appena giunto in paese e lievemente si ambienta, si sente subito prendere da un fascino speciale che esala dalle vestigia ancora palpitanti del passato......"
La
grossa, bella ed illustre Fratta, nome che sa di romana origine" (Bocchi),
sorge sulle rive dell'antichissimo Scortico, canale le cui origini si perdono
nel buio dei secoli. li storici vogliono che Fratta sia stata edificata prima
della nascita di Cristo, ipotesi avvalorata ora dalle scoperte archeologiche
fatte in località Frattesina, i cui insediamenti risalgono all'era
protovillanoviana.
Tuttavia le prime
notizie che cominciano ad avere consistenza storica risalgono al 1054, epoca in
cui il Vescovo di Adria, Benedetto 1, otteneva il Feudo comprendente: Vespara,
Presciane, Castelguglielmo, San Bellino e Fratta (allora denominata Villa
Comedati). Nel 1104 i Vescovi vi costruirono un Castello attorno al quale si
svolsero lotte terribili per il suo possesso tra i Vescovi, i Veronesi, gli
Estensi e fu più volte distrutto e riedificato, finché passò nelle mani dei
"Pepoli"; gli ultimi avanzi del Castello scomparvero definitivamente
al principio del secolo scorso. (1818).
Nel 1395 Fratta passò
sotto la Repubblica Veneta e ne seguì le sorti fino all'infamante pace di
Campoformio nel 1797. La Repubblica veneta ebbe sempre una particolare cura per
questa zona e molti nobili veneziani vi costruirono bellissime e magnifiche
Ville patrizie tuttora vanto di Fratta. Basti ricordare villa Badoer, di Andrea
Palladio, costruita tra il 1568-l570; Villa Molin, ora Avezzù, sec. XVI; Casa
Bellettato del sec. XVIII, dalle delicate linnee settecentesche; Municipio già
Casa Campanari, sec. XVIII; Casa Villa ora Cornoldi, del sec. XVII; Villa dei
Conti Oroboni, sec. XVIII; Casa Dolfin, ora della Divina Provvidenza, sec. XVIII;
Casa Matteotti, sec. XVIII; Casa Monti; Villa Labia con il suo superbo parco,
costruzione ottocentesca; Chiesa Parrocchiale dedicata ai SS.AA. Pietro e Paolo:
fu eretta su disegno di Zuane Bellettato nel 1552 e ricostruita nel 1682.
L'interno, armonicamente settecentesco, è adorno di affreschi tiepoleschi di
Francesco Zugno. Di scuola tiepolesca sono pure le stazioni della Via Crucis. La
bussola della porta maggiore è di Andrea Brustolon. Le statue di S. Benedetto e
di S. Scolastica sono di Giovanni M. Morlaiter. II baldacchino volante è
prezioso lavoro di intaglio di Sante Baseggio.

Con il Congresso di
Vienna, Fratta passò sotto la dominazione austriaca e vi rimase fino al 1866,
anno della terza guerra di Indipendenza. Fu in questo periodo che Fratta
partecipò con vero entusiasmo e vera dedizione alle cause del Risorgimento. La
vicenda dei Carbonari della Fratta è una delle più gloriose e dolorose pagine
degli albori del Risorgimento. Essa, si può dire, iniziò il giorno 11.11.1818,
quando donna Cecilia Monti di Fratta offrì ai Carbonari, in casa sua (Villa
Molin-Avezzù), il famoso pranzo che diede origine a tante sciagure. Pochi
giorni dopo quel fatale convegno furono tutti arrestati. Questo è il primo
germe della lunga serie di processi che aprirono a tanti italiani le dolorose
porte dello Spielberg: Conte Antonio Oroboni - Cecilia Monti - Angelo Gambato -
Antonio Francesco Villa - Don Marco Fortini - Giovanni Monti - Antonio e Carlo
Poli - Giacomo e Sebastiano Monti - Domenico Davi - Antonio Davi: questi i nomi
dei Carbonari.
Questa in breve la
storia di Fratta Polesine, sacrario di memorie storiche ignote ai più, ma vive
e palpitanti.
Villa
Badoer
Opera
di Andrea Palladio, fu eretta per la famiglia Badoer tra il 1568 e il 1570;
sorge su un verde prato chiuso ai lati da rustici. AI centro è l'edificio
residenziale dalla semplice volumetria con monumentale pronao a frontone
preceduto da una larga, articolata scalinata; ai lati si protendono a
semicerchio le barchesse su colonnine (la "barchessa" nella villa
veneta è un'ala laterale adibita ad abitazione o a servizi). Sono queste che,
con la loro ampia curva intesa a racchiudere lo spazio, caratterizzano
l'edificio e ne fanno una delle realizzazioni palladiane più alte.
La villa venne
decorata, e lo ricorda il Palladio stesso in uno dei suoi libri, dal Giallo
Fiorentino che vi dipinse, nel pronao e negli interni, fantasiose grottesche
recuperate durante i lavori di restauro compiuti dall'Ente Ville Venete.

D'estate è sede di
importanti rappresentazioni teatrali, liriche e di balletto.
Villa Molin ora Avezzù
La
presenza - a un tiro di schioppo - della stupenda palladiana Badoera ha
certamente ispirato l'ignoto architetto che, riguardando sempre al Palladio, ma
soprattutto a quello di una realizzazione più lontana, la Malcontenta, ha
tracciato questo piacevole, dignitosissimo edificio che arricchisce Fratta, uno
degli angoli più suggestivi del Polesine. In esso la Badoera è la
incontrastata protagonista che tuttavia riesce a realizzarsi compiutamente anche
attraverso le altre presenze che la contornano: l'armonica piazza di fronte,
villa Molin da un lato.
Non
comprimaria quest'ultima, dunque, ma piuttosto componente attiva e determinante
di un insieme che nella sua sintesi raccolta trova pochi confronti nel Veneto.
II nesso, tra le due ville vicine, pare ritrovare una spiegazione anche nelle
affinità di certe decorazioni interne che concordemente la critica attribuisce
alla medesima mano.
Apertura:
tutti i sabato dalle 15:30 alle 16:30
Villa Oroboni ora Duò
Questa
Villa sembrerebbe stilisticamente risalire al primo settecento (o all'ultimo
seicento) e presenta uno sviluppo asimmetrico per il mancato completamento della
sua parte ad occidente. Possiede due facciate pressochè identiche, con un'unica
differenza e cioè che quella a mezzogiorno è ravvivata anche da un balcone,
cui sul lato settentrionale corrisponde una semplice finestra. Una cornice a
dentelli orna i timpani superiori e scorre lungo il sottotetto, al di sopra
delle finestre ovali dei granai. Si accede al piano superiore con una scala a
forbice che si divide dopo la prima rampa. All'altezza delle finestre del primo
piano sono ancora visibili due stemmi comitali in cui è possibile scorgere la
traccia di una cicogna e di un angelo (matrimonio Oroboni-Angeli).
La
villa è nota per la tragica vicenda del conte Antonio Fortunato Oroboni,
patriota carbonaro, arrestato il 12 dicembre 1818 e morto allo Spielberg.
Casa Matteotti
Questo
edificio, di origine probabilmente settecentesca, sembra aver subito alterazioni
e aggiunte soprattutto durante un rimaneggiamento ottocentesco: originariamente
doveva svilupparsi secondo l'ordine simmetrico delle finestre ovali nel
sottotetto, e quindi la parte di destra, che altera la composizione, va
considerata posteriore.
Casa
natale di Giacomo Matteotti, il martire socialista barbaramente ucciso dai
fascisti il 10 Giugno 1924: vi è gelosamente conservato il suo studio.
Per
visite: prenotazione presso Turismo e Cultura tel. 0425.21530
La "Provvidenza"
La "Provvidenza,, o Casa Sacra Famiglia, come la chiamò il Beato Luigi Guanella
nel lontano 1900 quando personalmente venne a Fratta per comprare Villa e fondo
di 73000 mq, già dei conti Dolfin, è la più grande opera assistenziale del
Polesine. Ospita anziane e persone portatrici di gravi handicaps, in genere
mentali. La Direzione e il funzionamento della Casa è affidata alle Suore
Guanelliane.
Un
centro medico-psico-pedagogico, laboratori, scuole di avviamento al lavoro
affiancano l'opera delle Suore nell'assistenza e nel recupero sociale delle meno
gravi. La casa ospita più di 200 persone, assistite da una trentina di suore
coadiuvate anche da personale civile nonché da un'equipe
medico-psico-pedagogica.
Chiesa Arcipretale
La
chiesa parrocchiale è dedicata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo. Eretta (forse
nell'area di una chiesa già esistente nel 1123). su disegni di Zuane Bellettato.
nel 1552.
L'interno,
armonicamente settecentesco, è adorno di affreschi tiepoleschi di Francesco
Zugno, di ricchi lavori di intaglio e di importanti sculture veneziane del
settecento.
Possiede
inoltre un prezioso baldacchino e ricchi paramenti. Tra le opere più
interessanti vi sono: gli affreschi del soffitto di Francesco Zugno; le stazioni
della via Crucis probabilmente dello stesso Zugno; la bussola della porta
maggiore con angeli, fregi, emblemi e simboli, attribuita ad Andrea Brustolon;
le statue marmoree di S. Domenico e S. Teresa (1783) di Giovanni Marchiori; S.
Benedetto e S. Scolastica di Giovanni M. Morlaiter; i due grandi cherubini che
adornano l'altar Maggiore sono di P. Baratta e Marino Groppelli; tutte le statue
delle pareti attorno alla chiesa (1743) (esclusa quella di S. Giovanni Bosco)
sono di Tomaso Bonazza; il baldacchino volante (1783) è lavoro d'intaglio di
Sante Baseggio; il pulpito con la bella scena di Gesù fra i Dottori (1859) - la
Cantoria dell'organo, con colonne, capitelli, putti, emblemi - il parapetto
dell'altare dei SS. Quaranta Martiri, sono preziose opere di intaglio dorato di
Luigi Voltolini da Lendinara.
Vi
sono inoltre alcune tele, di buoni autori, tra le quali: La Nascita di Gesù e
L'adorazione dei Magi di Mattia Bortoloni.
Appuntamenti importanti
|
Antichissima Fiera
dei SS. Quaranta: 7-15 marzo Commemorazione
uccisione di G. Matteotti: 10 giugno Giugno Frattense: 17
giugno - 4-5 luglio Stagione Teatrale
Estiva: 15 luglio - 15 agosto Rassegna
prodotti locali - "FRATTA e le sue ricchezze": 3° domenica
settembre Presepio
vivente: 26 dicembre (I° domenica successiva) ore 14:30 |
|
|
Carabinieri: 0425.668029 Cassa di Risparmio: 0425.668016 Parrocchia: 0425.668018 Ristorante Palladio: 0425.668026 |
Centralino TELECOM:
0425.668078 Comune di Fratta 0425.668030 Turismo e Cultura 0425.21530 |
Prodotti tipici dell'artigianato locale
|
Scarpe da uomo, da
donna e da bambino. Abbigliamento:
camicie, pantaloni, vestiti. Mobili in stile e
moderni. Ceramiche
artistiche. |
Salumi, prosciutti. Frutta, ortaggi,
vino. Prodotti in pelle. Manufatti per
illuminazioni pubbliche. |
Museo Civico
Il
museo, ospitato nell'oratorio di San Liberato, è nato nel 1988, su iniziativa
dell'associazione "Il Manegium" di Fratta Polesine,
dell'Amministrazione comunale e della Soprintendenza Archeologica per il Veneto.
Nel 1991 l'Amministrazione Provinciale di Rovigo, in accordo con gli enti
suddetti, ha incaricato lo scrivente del riordino della collezione e del nuovo
allestimento museale, cui hanno collaborato il Centro Polesano di Studi Storici,
Archeologici ed Etnografici di Rovigo, per la gestione dei finanziamenti, Adige
Zenzini e Pietro Prandini, della sezione C.P.S.S.A.E. di Castelnovo Bariano, per
la realizzazione dei pannelli illustrativi, e Adriano Azzi.
Sono
qui esposti materiali provenienti da raccolte di superficie, operate negli
abitati protostorici di Frattesina e Villamarzana, e dagli scavi della necropoli
di Narde.
Le
importanti scoperte avvenute nel territorio di Fratta (1967 abitato di
Frattesina; 1977 necropoli di Fondo Zanotto; 1985 necropoli di Narde) hanno
portato alla formazione di diverse collezioni, attualmente esposte, oltre che in
questo, anche nel Museo Civico di Rovigo e nel Museo Archeologico di Adria.
Nell'esposizione dei risultati delle ricerche si tiene ovviamente conto anche
dei reperti esposti negli altri musei polesani, cui si rimanda con le sigle
"MusRo" e "MusAd".
Da vedere a Fratta Polesine
Parco Labia
(già del conte Labia proprietario dell’omonimo palazzo a Venezia sede attuale della RAI.
Villa Badoer, forse la più bella villa palladiana, che sarà
adibita a
Museo Archeologico Nazionale
La Villa Badoer, detta" la Badoera", è indubbiamente, tra le tante, la più prestigiosa. Fu eretta intorno al 1560 a Fratta Polesine sul luogo di un antico castello dei Salinguerra da Este. E' opera indiscussa di Andrea Palladio della cui arte rappresenta uno degli esempi migliori per armonia di proporzioni, per purezza di forme e per l'alta poesia che promana dall'insieme. La Villa è preceduta da una maestosa gradinata a ripiani per la quale si accede ad un pronao esastilo jonico di modulo elegante che si apre al centro della semplice, luminosa facciata, rispetto alla quale risulta di poco aggettante. Ai lati si sviluppano due porticati disposti ad esedra quasi a significare un simbolico amplesso di benvenuto. Gli interni sono decorati con affreschi a grottesca del Giallo Fiorentino (fine sec. XVI).

Villa Badoer
Villa Molin-Avezzù,
attigua a villa Badoer
Casa di Giacomo Matteotti (Fratta è stata la sua terra natia)
Molte ville carbonare (Monti, Oroboni, Villa, Cornoldi/Fanan, quest’ultima sede della più grande libreria privata di testi musicali,
Grindaro, Boniotti, ora sede del Gruppo culturale e di ricerca “Manegium”, ecc.)
Parrocchia SS
Pietro e Paolo,
del XVI secolo, una delle più belle chiese del Polesine, adorna di affreschi tiepoleschi di Francesco Zugno, con
un grande organo Callido del 1720, in attesa di fondi (sic!) per il
restauro.