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Cosa vedere nei dintorni: il fiume Po

Il fiume Po è il maggiore fiume italiano; nasce dal Monviso, attraversa la pianura Padana e sfocia nell’Adriatico dopo 652 km.

IL FIUME PO

 

Il fiume Po, con un bacino idrografico di 75.000 kmq., un quarto del territorio nazionale, ed una lunghezza di 652 km. circa, è il massimo corso d'acqua d'Italia. Tra i fiumi europei, è solo 23° in termini di lunghezza. Nasce nelle Alpi Cozie, in Piemonte, dal Monviso, a 2020 m. di altezza sul Piano del Re in provincia di Cuneo. Attraversa tutta la Pianura Padana con andamento da Ovest verso Est, interessando quattro regioni, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia, e 13 province, Cuneo, Torino, Vercelli, Alessandria, Pavia, Milano, Piacenza, Cremona, Parma, Reggio Emilia, Mantova, Rovigo e Ferrara, gettandosi nel Mare Adriatico a 56 km. a sud di Venezia, in un mare calmo e poco profondo. A sinistra di Adria, al km. 625, il Po incomincia a dividersi dando inizio al suo ampio delta, i cui rami sono principalmente sei, e rispettivamente in ordine di percorso: Po di Goro (km. 625), Po di Levante (km. 642), Po di Gnocca o della Donzella (km. 656), Po di Maistra (km. 659), Po di Pila e Po di Tolle (km. 668).
 


 

 

Da un sottile rivolo, in poche decine di chilometri, il fiume si trasforma in un grande corso d'acqua per assumere dimensioni maestose appena raggiunta la pianura. Nel suo primo tratto è a carattere torrentizio per trasformarsi a poco a poco in un corso d'acqua placido e disteso in prossimità di Valenza, in provincia di Alessandria, dopo aver ricevuto come affluenti il Pelice, la Dora Riparia che convoglia le acque della Val d'Aosta e dei ghiacciai del Gran Paradiso e del Massiccio del Monte Bianco. Riceve l'apporto di acque di ben 75 affluenti, di cui quelli di sinistra che provengono dalle Alpi, trattenuti dai laghi e per il percorso più lungo, risultano più tranquilli e regolari di quelli di destra, appenninici, che sono invece più impetuosi e carichi di detriti. Tra i maggiori affluenti di sinistra abbiamo: Dora Riparia, Dora Baltea, Sesia, Ticino, Adda, Oglio, Mincio. tra i maggiori affluenti di destra: Tanaro, Trebbia, Taro, Secchia e Panaro. Oggi il fiume, per buona parte, scorre tra due argini secondari detti "golenali", in ritiro dei quali si trovano quelli "maestri". I primi hanno il compito di contenere le piene minori, i secondi quelle più pericolose, dopo che l'acqua ha tracimato dal primo riparo, ove esista, per invadere quel polmone costituito dalla "golena".

 

Enorme è la massa d'acqua che il fiume Po trasporta, la cui portata è fortemente condizionata da vari fattori: A) di natura atmosferica: periodi stagionali di siccità (estate, inverno) che si alternano a periodi di forte piovosità (primavera, autunno) a cui si aggiunge il disgelo appenninico in primavera e quello alpino in autunno; B) utilizzazione del territorio da parte dell'uomo: 1) ai fini idroelettrici, che ha distribuito nell'arco Alpino e Appenninico centinaia di sbarramenti che trattengono milioni di metri cubi di acqua; lungo il suo percorso, il fiume dà vita a 272 centrali idroelettriche e 6 centrali termiche; 2) utenze irrigue, industriali, agricole ed urbane, e la sempre crescente necessità idropotabile. La portata media alla foce è di 1560 m³/s (pari a un condominio di 8 appartamenti). In periodo di piena è di 12.000 m³/s (pari ad un grattacielo di 56 appartamenti a 10 piani) e di magra è di 230 m³/s (pari ad un appartamento di 85 mq). La profondità media è di circa 3-4 metri.

 

 

Le principali specie ittiche indigene che popolano questo ambiente sono rappresentate da: carpa, tinca, cavedano, scardola, alborella, anguilla. triotto, savetta, barbo comune, persico reale.
Il predatore per eccellenza in queste acque era il luccio, ormai soppiantato dal sempre più abbondante siluro, una specie originaria del centroeuropa, che ha trovato nelle acque del Po un ambiente molto favorevole alla sua crescita ed alla sua riproduzione. Numerose sono le specie ittiche che sono state
Parco naturale del delta del Po
introdotte nel Po anche in epoca antica: il carassio, un pesce molto resistente sia alle variazioni della temperatura che all'inquinamento, il persico sole, il persico trota ed il pesce gatto, un attivo predatore di fondo con abitudini notturne. Nel Po è anche possibile ritrovare quei pesci che si stabiliscono stagionalmente negli ambienti salmastri, dove trovano abbondanza di cibo, ma che risalgono il fiume nel corso delle foro migrazioni riproduttive.

Tra queste, la cheppia, i cui individui sessualmente maturi transitano in primavera per raggiungere le zone di riproduzione nel medio Po e negli affluenti, e lo storione cobice che, come la cheppia, migra dal mare ai fiume per completare il suo ciclo riproduttivo. Il grosso calo numerico subito da queste due specie rispetto al passato, è dovuto sia agli sbarramenti che sono stati costruiti lungo il corso del fiume, che non ne permettono la risalita e quindi il raggiungimento delle zone di riproduzione, sia al forte degrado ambientale verificatosi nell'ultimo decennio che ha sicuramente contribuito alla riduzione soprattutto della popolazione dello storione, una specie che per le sue caratteristiche morfologiche possiamo definire un vero e proprio fossile vivente.
Il progressivo degrado del Po sta, inoltre, cambiando profondamente il rapporto esistente tra questo e l'uomo che popola le zone circostanti: i pescatori di professione stanno abbandonando il
Parco naturale del delta del Pofiume che non è più in grado di offrire loro un reddito sufficiente ed anche i pescatori sportivi preferiscono i canali di bonifica o, addirittura, i laghetti privati a pagamento dove hanno maggiori possibilità di catturare pesci. Per non parlare, poi, dei turisti o dei bagnanti che un tempo frequentavano numerosi le spiagge del fiume in cerca di refrigerio dal caldo afoso dell'estate e che, oggi, è sempre più raro incontrare.
Questo nostro grande fiume ed il suo stupendo delta rappresentano un patrimonio di inestimabile valore naturalistico, culturale e sociale, un ecosistema da proteggere e conservare. ll "parco", in fase di realizzazione, è sicuramente un passo avanti per la salvaguardia di questo prezioso ambiente.

 

 La pesca al "siluro",  un'avventura indimenticabile!

"FiumePo" organizza battute di pesca al "siluro", un pesce di enormi dimensioni che vive nelle acque del fiume Po.
 
Molti pescatori arrivano da ogni parte dell'Europa per catturarlo, sperando di arricchire il proprio carnet di un record che spesso è notevole; infatti il "siluro" può raggiungere i 100 kg di peso. Il problema di molti è che non avendo le giuste attrezzature, una barca e nemmeno esperienza, non arrivano a risultati soddisfacenti.
 
Ora non più. Da oggi è possibile trascorrere una vacanza all'insegna della grande pesca. Infatti "FiumePo" organizza pacchetti esclusivi e specifici per la pesca del gigante danubiano, in compagnia di guide esperte, sul fiume più grande d'Italia. Nel Po potrete tentare il vostro record tra un alto numero di esemplari per la maggior parte di grossa taglia.


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