La Bordeghina   Bed & Breakfast in fattoria

non solo un letto e una prima colazione...

Via Marconi 1477 - 45010 Pontecchio Polesine - ROVIGO (Italy) - tel/fax 0039 0425 31263


Cosa vedere nei dintorni: Rosolina

 

 

IL LITORALE DI ROSOLINA

 

 

 

 

Il litorale di Rosolina è una sottile striscia di sabbia lunga 9 chilometri a forma di lambda unita alla terraferma da una esigua striscia di terra e circondata da tutti i lati dall'acqua: l'Adige, le valli da pesca e l'Adriatico. Per buona parte è coperta da una fitta pineta piantata in due tempi dai servizi forestali durante i rimboschimenti di circa 60 e 40 anni fa, e da un bosco mediterraneo di lecci e roverelle, per un totale di 172 ettari di superficie boschiva.
L'arenile è stato ben sfruttato turisticamente e oggi Rosolina Mare è una stazione balneare molto dinamica e attrezzata. Merita però di essere conosciuta anche nelle stagioni cosiddette "morte" per le sue bellezze naturalistiche tra cui primeggia il giardino botanico di Porto Caleri. Nel centro di Rosolina Mare è situato l'ufficio dell'Azienda di Promozione Turistica per eventuali informazioni; le possibilità di escursioni sono molteplici, dalla semplice passeggiata alle pedalate in bicicletta nella rigogliosa pineta.
tramonto

 

 

 

IL GIARDINO BOTANICO

 

 
 
Negli ultimi decenni le coste italiane ed in special modo quelle dell'Alto Adriatico hanno subìto delle profonde trasformazioni dovute allo sviluppo turistico ed edilizio per cui sono praticamente

scomparsi gli habitat naturali litoranei per essere sostituiti da ambienti artificiali e fortemente antropizzati. Negli ultimi anni, però, si assiste ad una inversione di tendenza con una valorizzazione degli ambienti naturali ancora rimasti.

 

 
Nel Giardino Litoraneo Botanico di Porto Caleri sono presenti i primi 5 habitat della lista della direttiva CEE n. 43 del 21/5/1992 che prevede la costituzione della rete "Natura 2000" in tutta Europa per la salvaguardia degli habitat più minacciati. Le praterie di posidonia sono sostituite dallo zostereto, inoltre sono compresi anche pinete e bosco termofilo a lecci e olmi, costituendo un'entità naturalistica unica in Italia dalla grande importanza ecologica e scientifica. Nei suoi circa 23 ettari sono racchiusi una decina di ecosistemi con circa 220 specie vegetali diverse, sia erbacee che legnose, con delle rarità, come le orchidee spontanee, quasi ovunque scomparse.

Oltre a conservare per le future generazioni, l'ambiente litoraneo come era in origine, si è pensato anche ad una sua fruizione, rispettosa da parte del pubblico, di farlo conoscere sia con intento didattico che per fini turistici.
Con modesti interventi, piazzando solo una serie di passerelle di legno per non rovinare le dune e la vegetazione, sono stati tracciati tre percorsi ad andamento circolare e contigui: A di 600 metri, B di 1650 metri e C di 2850 metri, con tempi di percorrenza rispettivamente di 45, 120 e 180 minuti (tempi larghi, basta infatti una mezza giornata per visitarlo se non si hanno interessi specifici), che attraversano e descrivono, anche con l'ausilio di numerosi cartellini, gli ambienti naturali litoranei presenti nell'Alto Adriatico. Percorsi tranquilli e gradevoli che richiedono come attrezzatura solo un paio di scarpe comode ed eventualmente la macchina fotografica per riprendere le rare fioriture di fine primavera o il paesaggio selvaggio della macchia e della spiaggia naturale. Vi si accede liberamente dal Centro Visite che dispone di biblioteca, erbario e sala riunioni, distante 500 metri dal parcheggio di Caleri. Il periodo di apertura va da aprile a settembre nei giorni martedì, giovedì e domenica con orario dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00, con possibilità di visite guidate alle ore 10.30 ed alle ore 16.30.

 

LE VALLI DA PESCA
Specchi d'acqua salsa delimitati da arginature, in comunicazione col mare aperto o con la laguna a mezzo di chiaviche, destinati all'attività ittica. L'ordinamento di una valle e le operazioni che si susseguono nei vari periodi dell'anno sono praticamente rimaste intatte nei secoli, puntualmente tramandate fra vallesan, fatte salve le sole variazioni dovute all'impiego di nuovi materiali. Il ciclo lavorativo aveva inizio a fine febbraio con la "montà", ossia migrazione del pesce, specialmente di piccola taglia, dal mare alla valle, attraverso le "chiaviche" le cui paratie erano opportunamente aperte con un livello d'acqua più elevato rispetto alla laguna; la conseguente corrente creata dal deflusso attraeva irresistibilmente i pesci. Le operazioni di "montà" proseguivano sino ai primi di maggio.

 

PORTO CALERI
La via Boccavecchia è un suggestivo tracciato tra le valli da pesca e la pineta, impiantata una quarantina d'anni fa per consolidare il litorale che sta evolvendo a bosco mediterraneo misto di pino (pinea, pinaster), leccio e roverella. I grandi ombrelli dei pini domestici ombreggiano la strada che in diversi punti è sollevata dalle nodose radici; gli squarci nel verde permettono la visuale sulla valle Boccavecchia dove, come suggerisce il nome, sfociava l'antica foce del Po di Tramontana. Questo bacino salmastro di 300 ettari è il più settentrionale del Delta e tra autunno ed inverno vi sostano in abbondanza uccelli palustri appariscenti come l'airone rosso e grigio, o rari come la volpoca e la moretta grigia. Adiacente è la piccola valle Passerella dove svernano numerose specie di anatre, come codoni, moriglioni e fischioni.
Superate le valli si giunge a Porto Caleri, un tempo abitata, di cui rimane solo qualche rudere, in faccia all'immensa laguna di 1200 ettari, che la subsidenza ha reso più profonda facendo sparire barene e terre emerse. Cosparsa di numerosi tralicci di allevamenti di crostacei e reti, solcata da barche di pescatori, offre quadri paesaggistici suggestivi e struggenti, specie al tramonto quando il sole si stempera nelle sue acque rendendole incandescenti.
A Caleri è stato realizzato dalla Regione Veneto il Giardino Botanico Litoraneo, di circa 23 ettari, che racchiude gli ecosistemi litorali che alcuni percorsi didattici aiutano a scoprire ed a capire.
 


 

Immaginiamo la spiaggia ed il retroterra di un isola deserta senza insediamenti umani con l'ambiente ancora intatto ed in libera evoluzione; così si presenta questa zona protetta, dal grande valore naturalistico e scientifico, situata sull'estrema punta meridionale del Lido di Rosolina Mare proprio di fronte all'isola di Albarella da cui è separata da un canale di qualche centinaio di metri.

Sembra impossibile quanto ricca fosse la natura litoranea prima dello sfruttamento balneare: boschi di lecci ed olmi, stagni, canneti, gariga, dune con un tripudio di fiori, macchia mediterranea a olivello, fillirea, ginepro ed infine la vegetazione pioniera la più umile, trascurata ma infaticabile nel consolidare le sabbie e le dune.


 


  indietro   ritorno   avanti