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IL
LITORALE DI ROSOLINA |
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Il
litorale di Rosolina è una sottile striscia di
sabbia lunga 9 chilometri a forma di lambda unita
alla terraferma da una esigua striscia di terra e
circondata da tutti i lati dall'acqua: l'Adige, le
valli da pesca e l'Adriatico. Per buona parte è
coperta da una fitta pineta piantata in due tempi
dai servizi forestali durante i rimboschimenti di
circa 60 e 40 anni fa, e da un bosco mediterraneo di
lecci e roverelle, per un totale di 172 ettari di
superficie boschiva.
L'arenile è stato ben sfruttato turisticamente e
oggi Rosolina Mare è una stazione balneare molto
dinamica e attrezzata. Merita però di essere
conosciuta anche nelle stagioni cosiddette
"morte" per le sue bellezze naturalistiche
tra cui primeggia il giardino botanico di Porto
Caleri. Nel centro di Rosolina Mare è situato
l'ufficio dell'Azienda di Promozione Turistica per
eventuali informazioni; le possibilità di
escursioni sono molteplici, dalla semplice
passeggiata alle pedalate in bicicletta nella
rigogliosa pineta. |
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| IL
GIARDINO BOTANICO |
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Negli ultimi
decenni le coste italiane ed in special modo quelle
dell'Alto Adriatico hanno subìto delle profonde
trasformazioni dovute allo sviluppo turistico ed
edilizio per cui sono praticamente |

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| scomparsi
gli habitat naturali litoranei per essere sostituiti
da ambienti artificiali e fortemente antropizzati.
Negli ultimi anni, però, si assiste ad una
inversione di tendenza con una valorizzazione degli
ambienti naturali ancora rimasti. |
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Nel Giardino Litoraneo
Botanico di Porto Caleri sono presenti i primi 5
habitat della lista della direttiva CEE n. 43 del
21/5/1992 che prevede la costituzione della rete
"Natura 2000" in tutta Europa per la
salvaguardia degli habitat più minacciati. Le
praterie di posidonia sono sostituite dallo
zostereto, inoltre sono compresi anche pinete e
bosco termofilo a lecci e olmi, costituendo un'entità
naturalistica unica in Italia dalla grande
importanza ecologica e scientifica. Nei suoi circa
23 ettari sono racchiusi una decina di ecosistemi
con circa 220 specie vegetali diverse, sia erbacee
che legnose, con delle rarità, come le orchidee
spontanee, quasi ovunque scomparse. |
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Oltre
a conservare per le future generazioni, l'ambiente
litoraneo come era in origine, si è pensato anche
ad una sua fruizione, rispettosa da parte del
pubblico, di farlo conoscere sia con intento
didattico che per fini turistici.
Con modesti interventi, piazzando solo una serie di
passerelle di legno per non rovinare le dune e la
vegetazione, sono stati tracciati tre percorsi ad
andamento circolare e contigui: A di 600 metri, B di
1650 metri e C di 2850 metri, con tempi di
percorrenza rispettivamente di 45, 120 e 180 minuti
(tempi larghi, basta infatti una mezza giornata per
visitarlo se non si hanno interessi specifici), che
attraversano e descrivono, anche con l'ausilio di
numerosi cartellini, gli ambienti naturali litoranei
presenti nell'Alto Adriatico. Percorsi
tranquilli e gradevoli che richiedono come
attrezzatura solo un paio di scarpe comode ed
eventualmente la macchina fotografica per riprendere
le rare fioriture di fine primavera o il paesaggio
selvaggio della macchia e della spiaggia naturale.
Vi si accede liberamente dal Centro Visite che
dispone di biblioteca, erbario e sala riunioni,
distante 500 metri dal parcheggio di Caleri. Il
periodo di apertura va da aprile a settembre nei
giorni martedì, giovedì e domenica con orario
dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle
ore 19.00, con possibilità di visite guidate alle
ore 10.30 ed alle ore 16.30. |
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| LE VALLI DA PESCA |
| Specchi
d'acqua salsa delimitati da arginature, in
comunicazione col mare aperto o con la
laguna a mezzo di chiaviche, destinati
all'attività ittica. L'ordinamento di una
valle e le operazioni che si susseguono nei
vari periodi dell'anno sono praticamente
rimaste intatte nei secoli, puntualmente
tramandate fra vallesan, fatte salve le sole
variazioni dovute all'impiego di nuovi
materiali. Il ciclo lavorativo aveva inizio
a fine febbraio con la "montà",
ossia migrazione del pesce, specialmente di
piccola taglia, dal mare alla valle,
attraverso le "chiaviche" le cui
paratie erano opportunamente aperte con un
livello d'acqua più elevato rispetto alla
laguna; la conseguente corrente creata dal
deflusso attraeva irresistibilmente i pesci.
Le operazioni di "montà"
proseguivano sino ai primi di maggio. |
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| PORTO CALERI |
La via Boccavecchia è un
suggestivo tracciato tra le valli da pesca e la
pineta, impiantata una quarantina d'anni fa per
consolidare il litorale che sta evolvendo a bosco
mediterraneo misto di pino (pinea, pinaster), leccio
e roverella. I grandi ombrelli dei pini domestici
ombreggiano la strada che in diversi punti è
sollevata dalle nodose radici; gli squarci nel verde
permettono la visuale sulla valle Boccavecchia dove,
come suggerisce il nome, sfociava l'antica foce del
Po di Tramontana. Questo bacino salmastro di 300
ettari è il più settentrionale del Delta e tra
autunno ed inverno vi sostano in abbondanza uccelli
palustri appariscenti come l'airone rosso e grigio,
o rari come la volpoca e la moretta grigia.
Adiacente è la piccola valle Passerella dove
svernano numerose specie di anatre, come codoni,
moriglioni e fischioni.
Superate le valli si giunge a Porto Caleri, un tempo
abitata, di cui rimane solo qualche rudere, in
faccia all'immensa laguna di 1200 ettari, che la
subsidenza ha reso più profonda facendo sparire
barene e terre emerse. Cosparsa di numerosi tralicci
di allevamenti di crostacei e reti, solcata da
barche di pescatori, offre quadri paesaggistici
suggestivi e struggenti, specie al tramonto quando
il sole si stempera nelle sue acque rendendole
incandescenti.
A Caleri è stato realizzato dalla Regione Veneto il
Giardino Botanico Litoraneo, di circa 23 ettari, che
racchiude gli ecosistemi litorali che alcuni
percorsi didattici aiutano a scoprire ed a capire.
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Immaginiamo
la spiaggia ed il retroterra di un isola deserta
senza insediamenti umani con l'ambiente ancora
intatto ed in libera evoluzione; così si presenta
questa zona protetta, dal grande valore
naturalistico e scientifico, situata sull'estrema
punta meridionale del Lido di Rosolina Mare proprio
di fronte all'isola di Albarella da cui è separata
da un canale di qualche centinaio di metri.
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| Sembra
impossibile quanto ricca fosse la natura
litoranea prima dello sfruttamento balneare:
boschi di lecci ed olmi, stagni, canneti,
gariga, dune con un tripudio di fiori,
macchia mediterranea a olivello, fillirea,
ginepro ed infine la vegetazione pioniera la
più umile, trascurata ma infaticabile nel
consolidare le sabbie e le dune. |

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